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                                  CAPITOLO 11 - ANIMALI CACCIABILI  NEL MONDO

      Ho inserito in queste tabelle tutti gli animali principali ,cacciabili nelle loro diversità in tutti i territori del mondo, eliminando volutamente alcuni dall’elenco perchè rari ed impegnativi in cacce non alla portata di tutte le tasche , ed a volte non cacciabili nei territori d’origine. Sono stato ospite in un RANCH del TEXAS “777 TRIPLE SEVEN RANCH”, in una estensione pari quasi alla superficie della LOMBARDIA, dove il proprietario (mio buon amico) KEVIN CRISTHIANSEN grosso allevatore di bovini ed equini, per la passione della caccia era riuscito ad importare ed allevare con successo ben 40 specie differenti di animali ormai estinti o rari nei paesi d’origine , consentendone un limitato prelievo selettivo venatorio. Infatti alcuni SCEICCHI arabi erano  clienti abituali per conseguire il trofeo dell’ ORIX WHITE (Orice bianco) o dell’ADDAX ,(Una rara e grossa antilope dalle corna a cavaturaccioli) o della SCIMITAR ORIX ormai scomparsi da tutta la piattaforma Arabica e dal corno d’Africa . E inutile dirvi che gli animali allevati sono da considerarsi molto confidenti , rendendo la caccia ed il rapporto con esso poco sportivo , ed in un ottica di una giusta etica venatoria da scartarsi a priori e da considerarsi come “CACCE ESOTICHE” da lasciarsi ai collezionisti di trofei.   D’altronde è il caso di sottolineare che è un grosso bene per la natura che essi vengano allevati , infatti questo ranch era famoso nel mondo per i ripopolamenti effettuati in svariate nazioni dove ormai un pò per l’antropizzazione ,un po’ per inquinamento ambientale erano scomparsi o divenuti rari.

 

       Seguo da anni le vicende delle condizioni della fauna e dei parchi  italiani, affidati alla gestione di personaggi molto avvezzi alla politica ma completamente sprovveduti ad una giusta politica ambientale. Queste zone lasciate in abbandono da chi le gestisce, ormai stanno soccombendo ad una pressante antropizzazione dei territori loro riservati, complici anche delle amministrazioni locali  che lasciano deperire, in uno stato di abbandono generale le popolazioni di animali in essi presenti, con un incuria tale che spesso rasenta l’ignoranza ambientale.       Il territorio Italiano, per le sue caratteristiche geo/morfologiche/climatiche, è da considerarsi uno tra i più interessanti a livello Europeo, sia dal punto di vista di presenze di biotipi ambientali unici , sia per quanto riguarda alcune specie di animali  che vegetali. La cattiva gestione di questi  territori lasciati a se stessi, ha fatto sì che spesse volte le popolazioni di animali presenti solo in alcuni parchi  rasentassero  l’estinzione per l’inattività di giuste politiche di ripopolamenti territoriali ambientali, come il mondo della caccia ha sempre fatto per salvaguardare alcune specie. La gestione affidata spesso a politici e politicanti che di ambiente ne sanno poco ,continuano  ostinatamente a mettere da parte l’aiuto professionale e competente  che il mondo venatorio potrebbe loro offrire.        Oggi non è un caso , se  in alcune regioni Italiane esistono popolazioni  sane e floride di caprioli, cervi ,daini, mufloni e cinghiali , perchè è  grazie solamente ai  lanci che i cacciatori attuano da tempo (a proprie spese) sull’arco appenninico (intorno agli anni 70/80) , attuando poi una oculata  gestione faunistica/venatoria territoriale, hanno portato il risultato  attuale di una discreta presenza di ungulati su tutto l'arco alpino e appenninico, incrementando così anche le presenze accertate  di alcuni predatori naturali ormai scomparsi da tempo , infatti il lupo sta ritornando su buona parte dei territori da dove ormai era  sparito. 

          Abbiamo rischiato l’estinzione  dello STAMBECCO italiano (uno dei più belli  animali Europei presenti in italia)  nel Parco Nazionale del gran Paradiso ,a causa di una malattia degli occhi la cherocongiuntivite, che rendendoli ciechi  ne ha decimato i branchi , portandoli sull’orlo dell’estinzione. Oggi sono aggrediti dalla rogna sarcoptica una terribile malattia del derma anchessa trasmissibile per contatto, e contagiata  probabilmente da qualche cane randagio.    Se  avessero adottato il criterio di reinserimento su ambienti adatti, lanciando branchetti di un paio di maschi e 6/7 femmine su monti e colline adatti a riceverli, (e ve ne potrei citare a centinaia) (ovviamente affidandone il controllo ai cacciatori)  si sarebbero certamente evitati questi pericoli, e affidare alla prolificità naturale della specie la creazione di nuove popolazioni e relative isole ambientali.

              Questa inattività gestionale , ha fatto sì che  CAMOSCIO D’ABRUZZO (una specie endemica invidiataci da tutto il mondo) sia  ormai divenuto  una capra che bruca dalle mani dei turisti, per il quale non si è mai pensato ad una reintroduzione seria su tutto l’arco appenninico, evitandone così pericoli di estinzione in caso di malattie virali (visto l’assiduo contatto con l’uomo ed i casi citati precedentemente).

 

                                                     

                                                                                                                                                    

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       Per non parlare dell’ ORSO MARSICANO , una vera rarità Italiana, presente nel parco nazionale d’ABRUZZO, in pochissime unità, e destinato a scomparire sicuramente per due ragioni, la prima per la scarsa prolificità della specie, e la seconda dovuta al rapporto dell’esiguità  di cerca del territorio a disposizione per il fabbisogno giornaliero. Se noi  pensiamo  che un grizzly del Nord America  può percorrere nella sua ricerca  giornaliera distanze che sfiorano 50/60 chilometri, valutabili da studi Americani sul comportamento degli orsi del NORD AMERICA , in 30/40 miglia quadrate.

 

 

 

 

 

 

 

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introduzione

 

 

              Ordunque,  in raffronto ai pochi striminziti chilometri offerti  dai famosi parchi Italiani, lascio a voi trarre le conclusioni.  Per non parlare poi dell'alimentazione caratteristica della specie, composta in questa sua cerca perenne di mirtilli, uvaspina, corbezzolo, ginepro, melo selvatico, sorbo, etc. e poi da funghi, fragole, tartufi, oggetto questi di un accanita cerca da parte degli eco/vacanzieri della domenica. Tutti queste piante numerosamente spontanee abitanti dei nostri monti fino a qualche anno fa,  sono ormai divenute rare o scomparse dai nostri boschi, sia per inquinamento che per la massiccia antropizzazione di queste territori.               Essi indispensabili a questo animale di notevole taglia e dimensione, in una quantità giornaliera  che varia tra i 5/15 chilogrammi  , per la citata carenza  fanno supporre che per forza maggiore sia costretto ad ampliare la sua ricerca, raddoppiando le  misure di raggio di operazione stimate, portandolo a superare le 70/80 miglie quadrate.  Ora mi domando e dico ,(alla TOTO’) è possibile tenere confinato entro i confini limitati di questi parchi , e con la scarsità descritta dell’elencate cibarie (e depauperazioni varie del patrimonio floro boschivo italiano) ,un animale del genere ?     

           E’ con grande rammarico ormai, che  posso affermare con sicurezza, che in Italia, purtroppo, non esistono territori o estensioni sufficientemente vasti ad ospitare questo fiero animale , destinato a soccombere ad una forte ed inquinante pressione demografica , che ha trasformato i nostri fiumi in cloache a cielo aperto, i  monti in discariche dei nostri rifiuti , e i nostri boschi  (CON GLI INCENDI)  in  territori di speculazione edilizia .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando parlo del nostro territorio, estremamente interessante sotto il punto di vista geo/morfologico, mi lascio sempre prendere la mano disperdendomi in inutili e forse sterili polemiche ,ma che fanno parte del mio carattere sanguigno e passionale ,e  che mi auguro ogni cacciatore possegga.   Ritornando agli animali , le seguenti tabelle si riferiscono solo alle maggiori specie cacciabili del mondo ed ai prezzi delle tasse di abbattimento minimi e massimi (Riferite in dollari americani o euro vista la quasi sovrapposizione valutaria) e  per una semplicità di acquisizione ho inserito solo le specie di maggior interesse venatorio,  eliminando le sottospecie ed alcune di esse con caratteristiche simili ma con leggere variazioni  morfologiche.   Nelle tabelle seguenti inoltre  (e me ne scuso con i tifosi della lingua Italiana) troverete alcune definizioni di specie  volutamente in ENGLISH LANGUAGE e altre definizioni nella nostra madre lingua, utili alla semplice conoscenza dell’animale in rapporto alla sua definizione in inglese che vi ritroverete quasi sempre a caccia,   non tutti sanno infatti che nella maggior parte dell’Africa quello che diverse trasmissioni televisive (pseudo eco/scientifiche)  chiamano semplicemente GNU’ si chiama WILDBEEST e ne esistono ben tre varietà differenti e qualche sottospecie, il facocero WARTOG, lo struzzo OSTRICH  il ghepardo CHETHAA etc., sarà esso un ennesimo semplice modo per presentarveli.

Inoltre ho inserito  (nel capitolo PUNTI VITALI) delle schede di individuazione dei punti vitali di alcune tra le più diffuse specie africane per farvi capire ,come sia complesso individuare essi , e della variabilità di individuazione che passa da animale ad animale. Esse vi saranno estremamente utili , come (sempre nello stesso capitolo) troverete utili le schede di valutazione di massima dei trofei Europei e le maggiori antilopi e gazzelle africane questa volta con i nomi in Italiano.  Ricordate che per alcuni di essi , deve essere richiesta certificazione  CITES ,quindi informatevi  preventivamente presso  l’importatore (prima delle partenze per la caccia ),per l’eventuale attivazione di essa.  A questo proposito , devo sottolineare che un'altra figura di vitale importanza nel mondo della caccia grossa ,è l’importatore, che interviene prima e dopo la caccia ,sia per attivare le autorizzazioni doganali e veterinarie per l’importazione del trofeo, sia del suo trasporto, che dei contatti importantissimi del tassidermista che effettua un pre trattamento nella nazione di origine ,che dei contatti e trasporto al tassidermista italiano. Io mi avvalgo della consulenza di uno di questi, GIANCARLO CAGGIANO di Torino, da svariati anni ,divenuto successivamente mio buon amico , in grado di risolvervi tutti i più incresciosi problemi che potreste incorrere all’estero, o in dogana ed al MINISTERO CACCIA E PESCA , per un importazione avventata ,per mancanza delle certificazioni veterinarie appropriate ,o cosa più grave del CITES ,con conseguente sequestro del trofeo e relativa denuncia penale da parte degli organi competenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un'altra cosa da non dimenticare , è di prendere preventivamente contatto con il tassidermista, per il trattamento ed i prezzi dei trofei ,che in caso di safari africani con pacchetti di 6/8 animali ,possono costarvi quasi quanto la battuta di caccia stessa,per questo stilate un elenco, e fatevi fare un adeguato preventivo, perché nel caso di montaggi “SHOULDER MONT” (cioè alla spalla) di animali molto grossi tipo il BUFALO, o un ELAND, i prezzi complessivi di tassidermia possono superare la tassa di abbattimento dell’animale stesso. Inoltre se il trattamento tassidermico non è adeguato e professionalmente fatto per durare nel tempo, correreste il serio rischio ritrovarvi dopo pochi anni, un trofeo spelacchiato , per non parlare poi di espressioni innaturali del trofeo, che lo faranno somigliare a tutt’altra cosa se non montato adeguatamente. Io mi avvalgo da anni per queste operazioni della TASSIPEL di Agostino Navona di Torino, considerato uno dei più grossi esperti nel campo , e consulente di diversi musei mondiali di scienze naturali ,in grado di dare un espressione così naturale al trofeo da farlo sembrare vivo.

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                             

 

AFRICA
SPECIE CACCIABILI COSTI - USD
ELEFANT 8.000 - 20.000
RHINO -white - black (rinoceronte) 20.000 - 30.000
BUFFALO -dwarf - common - cape ( Bufalio) 1.000 - 2.000
IPPO (ippopotamo) 2.000 - 3.000
LION (leone) 2.000 - 3.000
LEOPARD ( leopardo) 2.000 - 3.000
CHETHAA (ghepardo) 1.500 - 3.000
CARACAL (lince africana) 300 - 500
ELAND - cape -derby - livingstone ( antilope alcina) 1.000 - 2.000
KUDU - lesser (tragelafo) 800 - 1.500
NIALA - mount 1.500 - 2.000
WATERBUCK - (cobo) 1.000 - 2.000
TSESSEBE - (alcelafo) 500 - 800
HARTBEEST 500 - 900
ZEBRA - burchelle - 1.000 - 2.000
REEDBUCK 400 - 800
SPRINGBUCK 300 - 500
IMPALA 200 - 400
DUIKER 150 - 200
LECWE (cobo) 700 - 1.200
SABLE (antilope nera) 2.000 - 3.000
ROAN (antiope equina) 1.500 - 3.000
WARTOG (facocero) 150 - 250
WILDBEEST - white - blu -black (gnu) 500 - 1.000
GERENUCK (antilope giraffa) 1.000 - 1.500
BUSHBUCK 500 -1.000
GEMSBUCK (orice) 700 - 1.000
KLIPSPRINGHER (saltarupe) 400 - 900
GIRAFFE 2.000 - 3.000
CROCODILE (coccodrillo) 1.000 - 2.000
BONGO 3.000 - 5.000
BABOON (babbuino) 100 - 150
OSTRICH (struzzo) 300 - 500
SITATUNGA 1.500 - 2.000
SPOTTED JENA (iena maculata) /
WILDOG (licaone) /
GRISBUCK 200 - 400

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AMERICA CENTRO NORD

SPECIE CACCIABILI COSTI - USD
BUFFALO ( bisonte ) 2.000 - 3.000
WHITE BEAR (orso bianco) 6.000 - 12.000
MUSKOX (bue muschiato) 3.000 - 6.000
MOOSE (alce) 2.000 - 4.000
ELK - WAPITY (cervo) 5.000 - 10.000
WHITEWTAIL (cervo coda bianca) 1.000 - 5.000
ANTELOPE - pronghorn (cervicapra) 1.000 1.500
DALL SHEEP - goat (capra delle nevi) 1.000 - 2.500
MOUNT LION - (puma) 2.000 - 3.000
BLACK BEAR (orso nero) 1.000 - 1.500
MULE DEER (cervo mulo) 1.500 - 2.000
BROWN BEAR - grizzly (orso bruno) 4.000 - 8.000
KODIAK BEAR - (orso isola di Kodiak) 6.000 - 12.000
BOB CAT (lince) 1.500 - 2.000
CARIBOU - mount - woodland - ( renna) 1.000 - 1.500
WILDE BOAR - (maiale selvatico) 500 - 1.000
JAVELINA (pecari) 500 - 1.000
WOLF (lupo) 500 - 1.000
JACKAL (sciacallo) 100 - 200
WHITE FOX (volpe artica) 100 - 150
WOLWERINE ( ghiottone) 100 - 150

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ASIA

SPECIE CACCIABILI COSTI - USD
BISONTE CAUCASICO 2.000 - 3.000
GAUR INDIANO (bisonte indiano) 3.000 4.000
WATER BUFFALO (bufalo d'acqua) 1.500 - 2.500
ALCE SIBERIANA 1.500 - 2.000
ORSO BRUNO 2.000 - 6.000
CERVO SIBERIANO 1.000 - 4.000
CERVO SIKA (cervo asiatico) 1.000 - 1.500
SAMBAR (cervo indiano) 1.000 - 2.000
AXIS (daino indiano) 300 - 600
BLACK BUCK ( gazella indiana) 200 - 400
TAJGA SIBERIANA 150 - 200
LUPO 200 - 300
IBEX (stambecco del gobi) 600 - 1.500
MARAL (cervo mongolo) 1.000 - 2.000
MARCO POLO SHEEP - MARCOR - 6.000 - 10.000
THAR  HYMALAIANO 5.000 - 7.000
ARGALI 8.000 - 10.000

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

EUROPA

SPECIE CACCIABILI COSTI - USD
BISONTE EUROPEO 2.000 - 4.000
ALCE EUROASIATICA 3.000 - 4.000
CERVO NOBILE - rosso 2.000 - 6.000
DAINO - pomellato melanico 800 - 2.000
STAMBECCO - 5.000 - 6.000
CAMOSCIO 1.000 - 2.000
MUFLONE 1.000 - 1.500
CAPRIOLO 150 - 4.000
ORSO BRUNO 2.000 - 7.000
LUPO 1.500 - 2.000
LINCE 1.500 - 2.000
MARMOTTA 300 - 1.000
TASSO 200 - 300
VOLPE /

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

          Ho omesso volutamente la fauna cacciabile del continente Australiano ,perché scarsa e di poco valore venatorio (non avrebbe senso organizzarsi per una battuta al canguro, o ai dingo australiani, considerati i costi probabilmente molto elevati di viaggio ed organizzazione). Interessante invece la NEW ZELAND con una popolazione di cervi (immessi) Europei che per il clima e l’assenza di grandi predatori raggiungono misure di trofei impensabili da trovare in Europa, inoltre presenta un notevole numero di THAR himalayno che in alcune zone crea addirittura problemi alla flora endemica locale .